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Bologna



Ed è arrivato il giorno della partenza....
E' stato un dispiacere lasciare le amiche
con cui eravamo state tanto bene ma...altre amiche ci aspettavano a Bologna.
Valentina è venuta a prenderci e ci ha portata a Ladispoli
dove abbiamo preso il treno per Roma.
A Roma abbiamo preso il treno delle 9,30 circa per Bologna
dove siamo arrivate intorno alle 11.
Devo dire che si parla tanto male dei Treni Italia
ma la nostra esperienza è stata certamente positiva:
treni puliti ed in orario.
Anzi, abbiamo scoperto che il sabato c'è per alcuni treni
il prendi due e paghi uno.
Infatti per Bologna abbiamo fatto un solo biglietto.
Le solite cose all'italiana dove si fa di ogni erba...un fascio.
Invece di dire dove le cose non funzionano
si dice che non funzionano dappertutto e basta.
Siccome il biglietto non era stampato bene,
abbiamo letto vagone 5.
Essendo arrivate molto presto, ci siamo sedute ai nostri posti
ma poi, quando il treno era quasi in moto,
è arrivata una signora che rivendicava il mio posto.
E allora?... Antonella è andata a parlare col controllore
e quello ha confermato che la signora aveva ragione
la scritta vagone 5 era molto chiara.
e che probabilmente il nostro era il vagone 9
VAGOOOOOONE NOVE!?!
E chi ce la trasportava la valigia di Antonella
che pesava...un quintale?
Per fortuna, siccome c'erano posti liberi,
la signora si è convinta a sedersi in un altro posto
con l'assicurazione che se il posto fosse stato occupato,
noi le avremmo restituito il suo.
Tutto è andato bene e siamo rimaste ai nostri posti.
Mi sono meravigliata nel vedere come il 90% dei viaggiatori
fosse fornito di tablet, giochini vari e persino pc portatili.
A Bologna ad attenderci c'erano le carissime Santina e Oretta.
Simpaticissime e disponibili come mi aspettavo.

Per fortuna, perchè c'era da confondersi visto che
il treno è arrivato al piano -4. e la stazione non è ancora completa.
L'albergo che avevano scelto Santina e Oretta era proprio vicino alla stazione,
non più di 10 minuti a piedi e questo per noi era molto comodo
dovendo partire il lunedì mattina alle 9.30, direzione Venezia,
ultima tappa del viaggio.
L'albergo, il Mellennhotel ci è piaciuto subito:
tutti i confort, pulito e ben arredato,<
oltre che in ottima posizione.
Per giunta il prezzo concordato era ottimo.
C'è stato solo un piccolo inconveniente perchè essendo arrivate presto,
non tutte le camere erano pronte, per cui ci avevano assegnato
una camera a tre letti che invece doveva essere assegnata ad altri.
Tutto comunque si è risolto presto e noi abbiamo avuto una bellissima camera.
Nel frattempo ci ha raggiunte Lucy che era venuta il giorno precedente,
visto che sua figlia abita a Bologna, e poi ci hanno raggiunte
Mina con il fratello e la sorella. Anche& con loro ci siamo trovate subito bene,
come vecchie amiche che si ritrovano dopo tanto tempo,
e siccome si era fatto tardi,
siamo andati a mangiare in un ristorante lì vicino.
Nel pomeriggio ci ha raggiunte Conce e il pomeriggio
è stato dedicato alle chiacchere e ad un giro della città.
Siamo andati a Piazza Mggiore, dove c'era una confusione del diavolo,
visto che c'erano numerose manifestazioni.
Non avevo un buon ricordo di Bologna, non so perchè,
ma quando c'ero andata tantissimi anni fa, non mi era piaciuta.
Forse aveva influito il fatto che eravamo saliti sulla torre degli Asinelli
e mio figlio a metà strada si era fermato e non voleva più
nè salire nè scendere.,tanto che mio marito
aveva dovuto prenderlo in braccio (aveva 10 anni).
L'impressione che ne ho avuto ora, invece, è stata ottima.
Non ricordavo tanti portici, ed ho scoperto che ne ha oltre 38 km
nel solo centro storico.
Si trovano in quasi tutte le vie del centro e la loro origine
è in parte da attribuirsi alla forte espansione
che ebbe la città nel tardo Medioevo, quando la città
e la fiorente università divennero un polo molto importante
per studiosi e letterati di tutta l'Europa,
ma anche per la popolazione proveniente dalla campagna.
Un curioso editto del 1288, ordinava che nessun nuovo edificio
doveva essere privo di portico, che dovevano essere alto
almeno 7 piedi bolognesi (2,66 metri),per permettere il transito di un uomo a cavallo.
Identica anche la larghezza minima
Praticamente si può percorrere sotto di essi quasi l'intera città.
Comodo per chi odia gli ombrelli come me!
La città è di origini antichissime, in quanto risulta abitata fin dal IX secolo a.C.
e fu colonizzata dagli Etruschi che la battezzarono Felsina (in etrusco Velzna o Felzna).
Fu proprio Bologna, il primo comune italiano e forse prima città al mondo,
in cui il primo capitano del Popolo (Giordano Lucino) insieme al Podestà
promulgarono la "Legge del Paradiso" che aboliva la schiavitù
e riscattava i servi della gleba, pagando gli ex proprietari
con soldi pubblici e a prezzo di mercato.
Il tempo non era bellissimo ma ci si poteva contentare.
A piazza Maggiore abbiamo visitato la Basilica di San Petronio
costruita per volere del Comune (e infatti le abitazioni presenti sul terreno
in cui edificare, furono acquistate con soldi pubblici) fra il 1390 ed il 1659.



Presenta un portale decorato da bassorilievi di Jacopo della Quercia,
mentre la facciata è rimasta incompiuta nella parte superiore.
Pare perchè i bolognesi abbiano pensato che non era il caso
di spendere dei soldi per la facciata,
soldi che potevano essere spesi per cose più urgenti.
All'interno si trovano alcune cappelle notevolmente decorate.
Nella navata sinistra, sul pavimento, è visibile la meridiana più grande del mondo,
progettata dal matematico Giovanni Domenico Cassini e realizzata nel 1655.



Tra gli avvenimenti storici che hanno segnato la vita della basilica
emergono l'incoronazione imperiale di Carlo V (1530) e la celebrazione
della IX e X sessione del Concilio di Trento (1547).
Nella Piazza Maggiore si trovano la fontana del Nettuno, opera del Giambologna,



il Palazzo Comunale (XIII e XV secolo) e il Palazzo del Podestà,
riedificato nel 1485 accanto al duecentesco Palazzo Re Enzo.
Abbiamo visitato la Basilica di Santo Stefano, uno tra i più affascinanti luoghi di Bologna,
un complesso di edifici sacri, conosciuto anche come complesso
delle "Sette Chiese" o “Santa Gerusalemme”,
per la particolare e originale articolazione degli edifici
che richiamano la passione di Gesù.



Abbiamo gironzolato un po',



abbiamo mangiato (bene)in un ristorantino
in una strada laterale e poi ce ne siamo tornate in albergo.
Povere Santina e Oretta, devono essere tornate a casa distrutte!
Il giorno dopo colazione in albergo (compresa nel prezzo) e via a spasso.
Ci siamo un po' divise perchè non tutte avevano voglia di visitare la città.
Noi abbiamo visitato la chiesa di San Francesco



del XIII secolo dedicata a san Francesco d'Assisi
di proprietà dell'Ordine dei frati minori conventuali.
San Francesco giunse a Bologna nel 1222 e la sua predica produsse molti fedeli.
Fu per interessamento di papa Gregorio IX e per la concessione
delle autorità civili, che i Francescani ebbero la possibilità
di avviare la costruzione del grande complesso.
Il terreno si trovava subito fuori porta Stiera,
nella zona conosciuta come "civitas antiqua rupta",
cioè la parte occidentale in rovina della Bononia romana,
rimasta al di fuori sia della prima cerchia di mura in selenite,
sia della seconda cerchia detta "del mille" e che fu soggetta
a distruzioni causate dagli scontri fra i bizantini che difendevano la città
e i longobardi che la volevano conquistare nella metà dell'VIII sec.
Il San Francesco di Bologna è tra le costruzioni italiane
quella nella quale sono riflesse con maggiore fedeltà
le caratteristiche del gotico francese chiaramente riconoscibili
soprattutto negli archi rampanti absidali esterni.
Di notevole interesse nei pressi dell'abside i tre monumenti funebri
(Arche) dei glossatori Accursio e del figlio Francesco d'Accursio,
del giurista Odofredo e di Rolandino dei Romanzi.
Devo riconoscere che non avevo mai sentito questa parola "glossatori",
ma...mi sono documentata:
La glossa, nel mondo antico, era l'interpretazione di parole
di difficile comprensione o cadute in disuso
attraverso altre più comprensibili, ossia attraverso il linguaggio corrente.
Ilglossatore era quindi lo studioso che la elaborava.
I tre glossatori di cui si parla sopra, facevano parte
della Scuola di Bologna (XII – XIII secolo),
una scuola di giuristi e studiosi che ricostruì l'opera di Giustiniano I,
il Corpus iuris civilis, e ne fece quindi un'analisi approfondita,
riscoprendo e reinterpretando i testi classici.



L'interno della Chiesa ha tre navate scandite da pilastri ottagonali
con altissime volte esapartite (cioè divise in sei vele, come a Notre Dame di Parigi).
Sulle pareti della chiesa si trovano numerosi monumenti e sepolcri
come quello dipapa Alessandro V
, opera di Nicolò Lamberti (1424),



e poi dopo aver salutato Mina, sorella e fratello, che tornavano a Roma,
abbiamo preso il trenino per salire al Santuario di San Luca



E'un santuario dedicato al culto cattolico mariano che si eleva sul Colle della Guardia,
uno sperone in parte boschivo a circa 300 m s.l.m. a sud-ovest del centro storico di Bologna.
È un importante santuario nella storia della città, fin dalle sue origini
meta di pellegrinaggi per venerare l'icona della Vergine col Bambino
detta "di San Luca".
Il santuario è raggiungibile da porta Saragozza attraverso
una lunga e caratteristica via porticata,
che scavalca via Saragozza con il monumentale Arco del Meloncello (1732)
per poi salire ripidamente fino al santuario.
Noi abbiamo preferito salire sul trenino, molto panoramico
con gli auricolari per sentire la storia della città,
intervallate da canzoni di lucio Dalla



C'è una leggenda riguardante l'arrivo dell'icona raffigurante la Madonna col Bambino.
Essa narra di un pellegrino-eremita greco che, in pellegrinaggio a Costantinopoli,
avrebbe ricevuto dai sacerdoti della basilica di Santa Sofia
il dipinto, attribuito a Luca evangelista,
affinché lo portasse sul "monte della Guardia",
così come era indicato in un'iscrizione sul dipinto stesso.
Così l'eremita si incamminò in Italia alla ricerca del colle della Guardia
e solo a Roma seppe, dal senatore bolognese Pascipovero,
che tale monte si trovava nei pressi di Bologna.
Arrivato nella città emiliana, fu accolto dalle autorità cittadine
e la tavola della Madonna e del bambino
venne portata in processione sul monte.
Il Santuario è uno dei simboli di Bologna e quando un bolognese è fuori città,
quando lo vede capisce di essere tornato a casa.
Abbiamo mangiato al santuario, poi abbiamo ripreso il trenino
e Lucy e Conce se ne sono tornate in albergo mentre io,
Antonella, Santina e Oretta,abbiamo continuato a girare,
abbiamo preso qualcosa ad un bar di Piazza Maggiore quasi di fronte alla strada
dove abitavs Lucio Dalla,e poi, dopo esserci salutate siamo andate a dormire.
Anche questa una bellissima esperienza.






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