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Fra i prigionieri del ghetto di Terezin ci furono all’ incirca 15.000 bambini, compresi i neonati.
Erano in prevalenza figli di ebrei cechi, deportati a Terezin insieme ai genitori,
La maggior parte di essi morì nel corso del 1944 nelle camere a gas di Auschwitz.
Se ne salvarono meno di cento e di questi nessuno aveva meno di quattordici anni.
I bambini sopportarono il destino del campo di concentramento
assieme agli altri prigionieri di Terezin
e soffrirono assieme agli altri le misere condizioni del lager.
Soffrirono anche per il distacco dalle famiglie e per non potersi comportare come bambini.
Per un certo periodo gli adulti riuscirono ad alleviare le condizioni di vita dei ragazzi
facendo sì che venissero concentrati nelle case per i bambini dove,
educatori ed insegnanti riuscirono, nonostante le infinite difficoltà,
a organizzare loro una vita giornaliera e perfino l’insegnamento clandestino.
Tutto questo era permesso dai nazisti, perchè faceva parte di una messa in scena
per nascondere alla Croce Rossa gli orrori dello sterminio,
spacciando Terezin per un campo modello dove gli ebrei
potevano continuare la loro esistenza sotto la protezione del Reich.
A Terezin i bambini frequentavano le lezioni e partecipavano a molte
iniziative culturali, scrivevano poesie (ne sono rimaste 66),
svolgevano attività teatrali e musicali
(rappresentarono l'opera Brundibar musicata dal compositore Hans Krása).
e facevano disegni sotto la direzione
di Friedl Dicker Brandejsovà, designer e architetto di grande talento,
allieva di Martin Gropius.
Il complesso dei disegni che si è riusciti a salvare e che fanno parte
delle collezioni del Museo statale ebraico di Praga,
comprende circa 4.000 disegni.
I loro autori sono per la gran parte bambini dai 10 ai 14 anni.
I bambini disegnavano e dipingevano prati pieni di fiori e farfalle in volo,
motivi di fiaba, giochi di bambini ma anche disegni che illustravano
la cruda realtà in cui erano costretti a vivere:
disegni delle caserme, dei blocchi e delle strade, dei baraccamenti di Terezin
con i letti a tre piani, i guardiani. i malati, l’ospedale,
il trasporto, il funerale o un’esecuzione.

Malgrado tutto erano pieni di speranza, speravano in un domani diverso,
speravano di rivedere la loro casa, i prati, le rondini in volo, il sole.....
In molti disegni c'è la firma del bambino, talvolta la data di nascita e di deportazione a Terezin.
La data di deportazione da Terezin è in genere l’ultima notizia del bambino....
La stragrande maggioranza di loro morì.
Ma le loro poesie ed i loro disegni rimarranno per l'eternità
a testimonianza di questi atroci delitti..



La farfalla
L´ultima, proprio l´ultima,
di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una roccia bianca
- così gialla, così gialla! -
l´ultima,
volava in alto leggera
aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Tra qualche giorno
sarà la mia settima settimana
di ghetto...
Ma qui non ho visto nessuna farfalla.
Quella dell´altra volta fu l´ultima:
le farfalle non vivono nel ghetto.



Pavel Friedmann da Vedem, 4.6.1942




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