Privacy Policy MEMORIA GIUSTI
 

 

 
 

Il termine“Giusti tra le nazioni” (Righteous Among the Nations)
in ebraico: Chasidei Umot HaOlam), indica i non-ebrei che hanno rischiato la propria vita
per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista, dalla Shoah.
Sono oltre 20.000 i Giusti nel mondo e 417 sono gli italiani
che hanno ricevuto sinora tale riconoscimento.
Il titolo è conferito da una commissione della Suprema corte Israeliana dal 1963.
“Chi viene riconosciuto Giusto tra le nazioni, viene insignito
di una speciale medaglia con inciso il suo nome, riceve un certificato d'onore
ed il privilegio di vedere il proprio nome aggiunto agli altri presenti
nel Giardino dei giusti presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme.

Ad ogni Giusto tra le nazioni viene dedicata la piantumazione di un albero,
poiché tale pratica nella tradizione ebraica indica il ricordo eterno per una persona cara.

Uno dei 471 Giusti italiani è

CARLO ANGELA

Era il padre del notissimo Piero Angela e nonno di Alberto.
Nacque a Olcenengo (Vercelli) il 9 gennaio 1875.
Studiò medicina all’Università di Torino dove si laureò nel 1899.
Giovanissimo si recò in Congo dove esercitò la professione medica.
Tornato in Europa, si specializzò in neuropsicologia a Parigi.
Nel primo dopoguerra decise di partecipare alla vita politica italiana
e divenne membro di "Democrazia Sociale", un partito socialista
fondato nel 1921 che, ben presto assunse posizioni nazionaliste
e cominciò a sostenere il fascismo.
Per questo motivo Carlo Angela nel 1924 decise di prenderne le distanze
unendosi al partito socialista più riformista guidato da Ivanoe Bonomi.
Dopo solo pochi mesi Angela si schierò pubblicamente contro Mussolini
accusandolo di avere ucciso Matteotti sulle pagine del giornale "Tempi Nuovi".
La reazione dei fascisti non si fece attendere e la notte del 21 giugno irromppero
nella redazione del giornale, la saccheggiarono e le diedero fuoco.
Durante il periodo della dittatura fascista, Angela rinunciò ad incarichi politici
fece per alcuni anni il medico condotto nel piccolo paese di Bognanco,nell'Ossolano,
poi divenne direttore sanitario della clinica per malattie psichiatriche,
Villa Turina Amione,a San Maurizio Canavese.

Fu proprio all’interno di questo ospedale che Angela avviò la sua opera
di solidarietà umana salvando molte persone
dalla deportazione nei campi di concentramento.
Il professore, insieme a pochi altri, vi soccorse numerosi antifascisti,
disertori e soprattutto ebrei.
Stilava diagnosi false, manipolava cartelle cliniche, trasformava ebrei in "ariani"
e persone sane in pazienti psichiatrici.
Fra i salvati si annoverano l’avvocato Massimo Ottolenghi con il figlio e la moglie;
la famiglia Fitz; il capitano Dogliotti; l’aristocratico Revelli di Beaumont e Renzo e Nella Segre.
La sua attività di salvataggio si compì nell'arco di vent'anni.
Durante la Liberazione, Carlo Angela fu nominato sindaco di San Maurizio Canavese.
In seguito si presentò alle prime elezioni democratiche dopo oltre vent'anni,
nella stessa lista di Norberto Bobbio, Massimo Mila e Ada Gobetti Marchesini,
quella del Partito d'Azione, in cui militò dopo aver fatto parte di Giustizia e libertà.
Divenne anche presidente dell'ospedale Molinette di Torino.
Nel 1986, il comune di San Maurizio Canavese, di cui Angela fu sindaco
dalla fine della guerra al 1949, anno della sua morte, presentò il libro
Il paese ricorda.
Grazie a uno dei salvati, Renzo Segre, le incredibili azioni di Angela
vennero narrate per intero nel 1996, in un’opera edita da Sellerio,
Venti mesi, uno dei documenti più toccanti sulla persecuzione subita dagli ebrei in Italia.
Renzo Segre e la moglie per salvarsi si finsero malati mentali con la complicità di Carlo Angela
che li nascose per sei mesi a Villa Turina Amione.
Segre descrisse il professore come un uomo dal carattere incredibilmente carismatico che,
nonostante la preoccupazione per la propria famiglia, salvò lui e molte altre persone
rischiando la vita senza mai chiedere alcunché in cambio.
Grazie alle ricerche dello storico Franco Brunetta vennero raccolti i documenti
e le testimonianze da sottoporre alla Commissione di Gerusalemme
per l’assegnazione ad Angela del titolo di “Giusto tra le Nazioni”.
Il 25 aprile 2002 a San Maurizio Canavese avvenne la cerimonia di consegna della medaglia
con il riconoscimento di Yad Vashem ai figli Sandra e Piero in memoria del padre.
Dal 3 giugno 2000, una strada porta il nome di Carlo Angela a San Maurizio Canavese
;ed una targa è stata apposta all'ingresso della clinica di fronte al Palazzo Comunale.

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