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PRIMA "TESTIMONIANZA"SHOAH

Mi chiamo Pietro Rosenthal ed ho 20 anni.
Lavoro in un’edicola e sono ebreo.
Abito a Berlino.
Oggi è domenica e quindi sono a casa e aiuto mia madre…..”
Questo è il mio vecchio diario
e quella domenica fu l’ultimo giorno di pace per me,
per la mia famiglia e credo anche per tutti gli ebrei che vivevano in Europa.
Il lunedì mattina, infatti, quando arrivai all’edicola,
lessi sul giornale: “I Tedeschi scelgono la soluzione finale”,
cioè «lo sterminio degli ebrei », come capii dopo.
Quel giorno stesso io e la mia famiglia
siamo partiti e siamo andati a Varsavia dove mi trovo ora.
Della mia famiglia siamo partiti in 4 perché mia sorella
ha voluto rimanere a Berlino col suo ragazzo:
non credeva che i tedeschi avrebbero ammazzato gli ebrei.
Quindi siamo: io, mia madre, mio padre
e mio fratello Luca di 19 anni.
Per un anno siamo stati tranquilli, ma poi, un mercoledì sera,
iniziammo a sentire delle urla.
Mi affacciai alla finestra e davanti al palazzo
vidi un camioncino tedesco;
si sentirono ancora delle urla e poi SILENZIO....
Fanno uscire una famiglia ebrea….ma che fanno?
Si coricano per terra?
SILENZIO.
Poi gli spari e lungo il marciapiedi un fiume di sangue…..
Sono tutti morti!!!!!!
In questi giorni il cielo è sempre più nero.
Sono a tavola che mangio oggi come ieri
e forse domani la solita zuppa di patate e pane.
Bussano alla porta, apro, sono i tedeschi.
Vogliono portare via mia madre…..Non se ne può andare.
No! Non la lascerò andare via…….
Sono steso a terra in una pozza di sangue e vedo il sole,
finalmente il SOLE.
Mi hanno ucciso, penso, o meglio, mi hanno “LIBERATO”.

Aislinn S. IIID (2005-06)









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