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IL MIO LUOGO DEL CUORE
è Erice in provincia di Trapani, dove ho trascorso
le mie vacanze più belle e ne ho trascorse tante, almeno 50!!!!
E' un ridente borgo medievale, ricco di memorie e di monumenti.
La cittadina è posta sulla vetta di un monte isolato,
all'estremità nord occidentale della Sicilia e dista 15 km da Trapani.
A 750 m. sul livello del mare, Erice si trova in una splendida
posizione panoramica e nelle giornate limpide il panorama è mozzafiato,
tanto che ormai la cittadina si è affermata come una delle principali mete turistiche siciliane.
Il clima è tipicamente mediterraneo, ma, in considerazione dell'altitudine,
è particolarmente freddo ed umido in inverno, quando non è insolito
che la città e l'intera cima del monte siano avvolti da un fitto strato di nebbia,
cosa che succede spesso anche in estate.
In primavera, invece, le nuvole basse, attorniano la cittadina
dando l'impressione di trovarsi su una grande nuvola.
A Erice ha sede il Centro di Cultura Scientifica "Ettore Majorana" che,
fondato nel 1963, è un importante catalizzatore di iniziative culturali
ed è divenuto negli anni, un polo di eccellenza nel campo
della ricerca scientifica a livello internazionale.
Dal terrazzo della mia casa si vede proprio la veranda dove i fisici,
durante gli intervalli delle loro riunioni amano affacciarsi
per contemplare lo splendido panorama di Pizzo Cofano e della punta di San Vito.

La cittadina ha la forma di un perfetto triangolo equilatero, coronato su due vertici
dal Castello di Venere, a sud-est, costruito su una ripida roccia

e dalla Chiesa Matrice, a sud-ovest.

La città è famosa anche per la particolarissima pasticceria locale,
a cui le monache di clausura si sono dedicate fin da tempi lontani.

L'impianto urbano è delimitato sul lato occidentale da mura ciclopiche,
interrotte da torrioni e da tre porte normanne:
Porta Spada, Porta del Carmine e Porta Trapani.
A sud-est dell'abitato si trova il bellissimo giardino del Balio,
sotto il quale svetta il castello Pepoli, costruito in età normanna
e largamente modificato nel XIX sec. per essere trasformato
in villa ed ora, purtroppo abbandonato al suo destino.

Vi si accede attraverso un viottolo a strapiombo sul burrone
da dove poi si arrivava alla "Pineta", un bosco di pini dove
a fine settembre si andavano a cogliere i ciclamini e i pinoli.
Ora la Pineta non esiste più, distrutta dai ripetuti incendi estivi.
Risale al XII sec. il castello di Venere: una tipica fortezza medievale
costruita nell'area ove un tempo sorgeva l'antico santuario di Venere Ericina.
Erice possiede più di sessanta chiese, alcune delle quali di grande pregio architettonico,
come la chiesa di San Martino, di San Cataldo, di San Giuliano, di San Giovanni Battista.
La chiesa di San Giuliano fu costruita dai normanni intorno all'anno Mille
e pesantemente trasformata nel secolo XVII; interessante per la sua facciata
di pietra rosa è adibita oggi ad aula conferenze e centro culturale.
La fabbrica di San Giovanni Battista è riconoscibile dalla sua cupola
bianca che svetta isolata all'estremità orientale della città;
di origine medievale, fu ricostruita nel '600
e conserva intatto il portale gotico d'ingresso.
Il cuore della città  però, è rappresentato dalla piazza Umberto I°,
sulla quale si affaccia il Municipio che ospita il Museo Cordici,
Nell'atrio del museo si trova l'Annunciazione di Antonello Gagini;
all'interno collezioni di monete e opere pittoriche e reperti preistorici
punici e greci, provenienti dalla necropoli ericina.
Numerosi i bar e tavole calde, dove si possono gustare le specialità ericine.
Nella via che dalla piazza va verso il Balio, invece, ci sono numerosi negozietti
che vendono i famosi tappeti ericini, specialità gastronomiche e le famose ceramiche.
Ciao Erice, anche se non potrò più tornare, resterai sempre nel mio cuore
fra i miei ricordi più belli.

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