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LULU
Dopo la morte di Billi, non avrei voluto più avere un cane ma,
dopo appena due giorni, tornando dalla scuola,
trovai un “topolino”, una yorkshire che battezzai “Lulù” e
che mi ha dato tante gioie
purtroppo per soli otto anni.
E’ stata per molto tempo la mia compagna inseparabile.
Praticamente vivevamo in simbiosi: io per lei e lei per me.
Era molto capricciosa e faceva tutto quello che voleva
ma a me non importava.
E’ stata un grande conforto in alcuni momenti bui della mia vita.
Quand’era cucciola non potevo far niente perché o si attaccava alla scopa, o al mocio
e non c’era niente da fare.
Stava sempre attaccata a me e mi seguiva in ogni stanza.
Sapeva che dopo la sigla di una nota soap opera
era il momento della passeggiata e,
quand’era fuori si faceva accarezzare da tutti
ma guai se veniva qualcuno in casa:
si nascondeva sotto il divano e all’improvviso usciva
e attaccava alle caviglie.
Le cucinavo come ad una bambina: minestrine con le verdurine e carne,
ogni giorno diversa: un giorno pollo, un giorno fegato, un giorno arrosto…
Non è mai stata male se non piccole stupidaggini
e si faceva fare tutto.
La sera andava a dormire nella sua culletta ma,
appena mio marito si coricava
subito saliva sul letto per prendere possesso di me.
Quando è arrivato Pallino aveva già sei anni ma è stato
amore a prima vista.
Erano praticamente inseparabili e si è un po’ staccata da me.
E’ stata male all’improvviso il 16 agosto del 1995 a Erice;
siamo subito corsi a Palermo ma il nostro veterinario
era partito quel mattino.
Abbiamo cercato altri veterinari.
Uno ci ha detto che poteva essere stata morsa da una zecca
ma siccome non ci siamo convinti
l’abbiamo portata da un altro che l’ha ricoverata per farle delle flebo.
Non l’ho nemmeno salutata perché non volevo che si agitasse.
Il giorno dopo mi hanno telefonato per dirmi che era morta.
E’ stato un dolore indicibile e per molto tempo
non sono riuscita a vedere i suoi video e le sue fotografie.
Anche lei è sepolta in giardino a Marsala.
Non la dimenticherò mai e basta ricordarla
perché mi si riempiano gli occhi di lacrime.



PALLINO

Quando Lulù aveva sei anni, durante l’estate del 1993, ad Erice,
abbiamo trovato un cagnolino di circa 2 mesi, abbandonato.
Era pieno di pulci e sembrava una palla tanto che
l’abbiamo chiamato Pallino.
In seguito, crescendo,  è diventato ... un Pallone.
Ricordo come se fosse ora quando l’ho visto per la prima volta.
Mi sono sentita chiamare dalla finestra.
Mi sono affacciata con Lulù in braccio ed un signore con in braccio
un cuccioletto molto sporco mi chiese se avessi perso un cucciolo.
Gli dissi che la mia cucciola l’avevo in braccio e che quindi non era mio.
Il signore, un turista di passaggio con moglie e figli,
lo mise per strada dicendo che lui non poteva tenerlo.
Il cuore cominciò a battermi forte temendo che il cuccioletto
finisse sotto una macchina e quindi chiamai mio marito per prenderlo.
Sembrava un cucciolo di maremmano e
pensammo che si fosse smarrito.
Mio marito cercò di sapere se fosse di qualcuno,
ma non era di “nessuno”.
Decidemmo di tenerlo qualche giorno
per vedere se trovavamo qualcuno a cui poterlo affidare
ma, inutile dire, è rimasto con noi.
Quando lo presi in braccio era di un colore indefinibile:
sporco e pieno di pulci.
Comprammo un antiparassitario in polvere e, con cautela,
visto che era cucciolo, cercammo di ripulirlo dalle pulci.
Sembrerà un’esagerazione ma le pulci morte
formavano dei mucchetti.
Ripulito apparve subito bellissimo,
una specie di setter, o come dicevo io, “otter”
visto che aveva qualcosa in più.
Il pelo era lungo, bianco con macchette nocciola.
E’sempre stato un po’ “selvatico” ma è stato
un amico fedele di Lulù che lo adorava.
Ricordo che correva come un pazzo e, una volta,
salito in terrazzo, ad Erice,
è sceso come un razzo per le scale,
ha sbattuto contro il muro ma non ha pianto.
Ha cominciato a guaire, alla Fantozzi, solo dopo, quando è sceso giù.
Amava molto correre in pineta, anche se noi non siamo stati mai
molto “disponibili” a togliergli il guinzaglio
e se trovava qualcosa da mangiare
non se la lasciava sfuggire malgrado i rimproveri e le rincorse.
Ricordo che più volte tentò di mangiare un pezzo di pizza
trovato in pineta.
Una volta, sulla spiaggia, quasi deserta, correndo come un pazzo,
arrivò vicino ad una coppietta e “rubò” il reggiseno della ragazza.
Per fortuna i due ragazzi amavano i cani e, non solo non se la presero,
ma ne risero di gusto tanto che il fidanzato disse:
“Questo cane è un buongustaio”.
Era molto giocherellone ed amava molto la libertà.
Inseparabile amico di Lulù, ha sofferto molto per la sua morte
ed è diventato un po’ scontroso.
Non amava molto la nostra compagnia, se ne stava spesso da solo
ma quando è arrivata Chicca, dopo un po’ di “risse”,
perché forse pensava che avesse occupato il posto di Lulù
(nessun cane può prendere il posto di un altro)
si è affezionato molto anche a lei tanto che un giorno,
malgrado la differenza di taglia, sono riusciti ad accoppiarsi.
E' rimasto con noi circa 16 anni.
Ha dovuto subire un importantissimo intervento per cancro alla zampa.
Il veterinario gli ha dovuto scarnificare la zampa e poi ricostruire
la pelle togliendola dal petto.
A 16 anni il tumore è tornato e in poco tempo se n'è andato.
Il 12 marzo 2008.



CHICCA

Dopo la morte di Lulù mi sentivo molto sola ed infelice.....
Avevo bisogno di un esserino da poter stringere ed amare.
Fu così che arrivò Chicca uno “scarafaggino” di bouldogue francese
che si è rivelata molto molto prepotente,
ma anche molto affettuosa, almeno fino a quando non è diventata anziana
e le è venuto a mancare Pallino, l'amore della sua vita.
Quando ho visto per la prima volta Chicca, la mia “bouldocchina”,
era un periodo della mia vita particolarmente triste.
Avevo perso, da circa quindici giorni, in modo del tutto inaspettato,
la mia adorata Lulù.
Avevo un bisogno disperato di affetto,
di poter stringere nuovamente a me un corpicino caldo e palpitante,
di poter sentire una linguetta calda ed umida leccarmi,
per manifestarmi il suo affetto.
Inutile dire che cercavo un’altra yorkshire!
Non certo per “far finta” che fosse Lulù,
non l’avrei neanche chiamata con quel nome
perché di Lulù ce n’è stata
e ce ne sarà una sola, ma perché avevo bisogno
di un esserino piccolo da stringere a me.
Il caso volle, però, che in quel periodo, fine agosto,
non riuscissi a trovare una cagnolina femmina
(a questo non potevo rinunciare) di quella razza.
L’unica possibilità erano delle barboncine che, però,
essendo troppo piccole, avevano bisogno
della loro mamma per almeno altri quindici giorni.
Il primo settembre, primo giorno di scuola per noi insegnanti,
trovai ad aspettarmi mio marito e mio figlio
che mi portarono al negozio
che mi avrebbe dovuto procurare la cagnolina,
con la scusa che così avrei potuto chiedere
tutto quello che volevo sulla "barboncina".
Non riuscivo a capire i loro intenti perché un cane, per me,
è una persona, non un soprammobile da scegliere .
Naturalmente capii dopo che era una “trappola”!
Quando arrivai al negozio,infatti, pensavo di trovare
i barboncini “da vedere” e invece c’era soltanto
una cagnolina di razza bouldogue francese.
Mai e poi mai avrei pensato di prendere un bouldog
e quindi la guardavo un po’ distaccata
cercando di capire cosa ci facessi lì.
Siccome, però, ho il “vizio”, appena vedo dei cani,di accarezzarli,
così, senza sapere come e perché, cominciai ad accarezzarla
e siccome lei, mi faceva le feste”,
finii con lo staccarla dall’anello a cui era legata e a giocare con lei.
Mi ricordai che l’avevo già vista in precedenza quando,
cercando disperatamente il veterinario per la mia Lulù che stava male,
ero entrata nel negozio, attiguo all’ambulatorio.
Troppo preoccupata per la mia piccola, però,
non le avevo fatto troppo caso.
Fu in quell’occasione che seppi che la mia Chicca,
allora chiamata con l’altisonante nome di Adelaide,
pur avendo solo cinque mesi, ne aveva già passate di tutti i colori.
Era stata, infatti, comprata, poi si era ammalata
quindi, mal curata o più propriamente, abbandonata a se stessa,
sarebbe sicuramente morta se l’allevatore,
saputo del caso, non l’avesse ricomprata e curata.
Era, infatti, ancora piena di pustole.
Questa fu per così dire, la goccia che fece traboccare il vaso!
Non ancora, tuttavia, del tutto convinta ma,
più che altro per accontentare i miei,
decisi di prenderla con me
e non me ne sono mai pentita anche se………………
anche se, appena arrivammo a casa, l’accoglienza che “Pallino”,
riservò a Chicca, fu tutt’altro che incoraggiante.
Pallino, infatti, alla vista di quella “pipistrellina” nera,
cominciò a scappare mentre Chicca gli correva dietro.
La situazione sarebbe stata esilarante
se non fosse stata anche “drammatica”!
Pensavamo, infatti, a quel punto, che la convivenza fra i due
non sarebbe stata possibile e che (era sabato)
il lunedì successivo avremmo dovuto restituire la “scarafaggina”.
Tante sono state invece l’insistenza, la dolcezza. la vivacità e la furbizia
(e chi più ce ne ha più ce ne metta) di Chicca, che,
non solo Pallino ha “dovuto” cedere,
ma sono diventati inseparabili compagni
anche se, nella disputa, vinceva sempre Chicca.
Pallino è diventato, nei suoi confronti, così “scimunito”
che si faceva mettere e togliere dalla bocca, in continuazione,
la palla, il giocattolo, l’osso o quant'altro venisse in testa a Chicca.
E poi è arrivato Misiu un cagnolone enorme
trovato da mio figlio e mia nuora vicino al mare.
Ma la sua presenza non ha di molto cambiato le cose
Si sono talmente innamorati che sono riusciti,
malgrado le moli diverse,
ad accoppiarsi in un batter d’occhio.
Non dico quante ne ha prese Pallino!.
Per fortuna non ci sono state conseguenze, anche perché abbiamo provveduto subito.
E così gli anni sono passati senza quasi che me ne accorgessi
Chicca ha dovuto subire molti interventi.
Poi, Pallino si è ammalato di cancro alla zampa,
ma è stato operato con successo
ed è riuscito a vivere altri tre anni.
Se n’è andato il 12 marzo 2008.
Apparentemente Chicca e Misiu
non hanno tanto sentito la sua mancanza
anche perché il rapporto con Misiu non era stato sempre facile.
Più volte si erano azzuffati per cose inutili facendone subire
le conseguenze(ferite varie, a noi per separarli.
Chicca, che gli era molto affezionata, anche lei,
apparentemente non ha sentito molto la mancanza di Pallino;
forse sapeva che lo avrebbe raggiunto presto.
Infatti, durante il viaggio di ritorno dalla Polonia,
con il camper che avevamo preso proprio per portare i cani,
mentre stavamo attraversando l’Austria (11°C il 23 di agosto),
ha accusato un forte dolore alla spalla destra
e ha cominciato a camminare a tre zampe
perché se poggiava la zampina gridava per il dolore.
Ho pensato che si trattasse della solita artrosi <
visto che ci soffriva da anni.
Del resto aveva già tredici anni, camminava poco
ed era diventata un po’ obesa.
Lo stesso giorno del nostro arrivo l’abbiamo portata dal veterinario
e lui si è accorto immediatamente di quello di cui io,
che l’avevo tutto il giorno vicina, non mi ero accorta:
aveva la pancia enorme ed era molto dimagrita.
Fatti immediatamente tutti gli esami del caso
la diagnosi è stata subito funesta:tumore allo stomaco.
Tutto stava accertarsi se avesse preso solo la milza o anche il fegato.
Non c’era nulla da fare se non intervenire sperando di salvarla
o aspettare che morisse soffrendo entro dieci giorni.
Abbiamo optato per l’intervento ma il male era troppo esteso,
durante l’intervento ha avuto un infarto
e se n’è andata il 26 agosto 2008 intorno alle ore 10.
Prima dell’intervento sono andata a vederla,
sapevo che le speranze erano poche, l’avrei voluta baciare
ma mi ha girato la testa.
Chissà perché da un po’ di tempo sembrava ce l’avesse con me.
Se mi sedevo accanto a lei sul divano scendeva e se ne andava
>salvo poi a venire a cercarmi per stare nella stessa stanza con me.
Comunque anche lei se n’è andata come Lulù e come Pallino
accanto ai quali è sepolta in giardino .



MISIU
Siccome un cane è troppo e due... sono pochi,
Ula e Roberto hanno portato un “rognosetto”
a cui è stato dato il nome Misiu (orsetto in polacco)
che si è rivelato il più dolce e il più buono
anche se somiglia ad un....armadio...4 stagioni!
L’hanno trovato vicino al mare a Trapani
e hanno pensato bene di portarlo a casa.
Eravamo a Marsala e loro, non sapendo come dircelo,
visto che avevamo già due cani,
avevano preso il discorso un po’ alla larga
tanto da farmi pensare che aspettassero un bambino.
Il bambino era un cucciolone color miele che, dapprincipio
non è stato tanto gradito a Pallino e a Chicca.
In seguito ha legato molto con Chicca di cui, alla morte,
ha sentito molto la mancanza
ma un po’ meno con Pallino perché è
un cane che mangia e mangerebbe qualunque cosa
(anche la spazzatura),
probabilmente a causa di una disfunzione alla tiroide
per cui è da sempre in cura
e quindi più volte sono scoppiate liti furibonde
con conseguenze non indolori per noi
anche per un pezzetto di pane.
E’ buono e dolce ma solo se non c’è niente da mangiare in giro.
Quand'era piccolo e i miei figli dovevano uscire,
me lo portavano come un bambino in un cestone.
Ha rischiato di morire perché aveva la rogna e leccandosi aveva ingoiato la polverina.
Per fortuna siamo riusciti a salvarlo
portandolo di sera tardi dal veterinario.
A causa della malattia è molto obeso e cerchiamo di tenerlo a dieta
 anche se la cosa non è facile.
Il suo posto preferito è la cucina o il piccolo vano davanti ad essa.
Per passare bisogna sempre scavalcarlo.
Dopo la morte di Chicca e l’arrivo di Perla
si è comportato da vero gentiluomo.
Ha sopportato le sue “angherie” cercando solo di minacciarla.
Uno dei primi giorni, però, involontariamente,
visto che quella gli aveva infilato la testa in bocca,
le ha fatto una piccola ferita vicino l’occhio.
Non potete immaginare le grida!
Non si capiva se gridasse più Perla per il dolore o Misiu per quello che era successo.
Sono stati amici per la pelle per due anni e mezzo.
Poi Misiu si è ammalato di artrosi alle zampe posteriori
tanto da non riuscire più ad alzarsi.
Ha cominciato a stare sempre peggio fino a quando il 15 novembre 2010 se n'è andato, lasciando nel nostro cuore un altro vuoto incolmabile.
Ora ha raggiunto Chicca e Pallino al Ponte dell'Arcobaleno
e insieme con gli altri miei adorati cani, mi aspetta.





Come dice la mia cara amica Plimplin.....









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