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POESIE

Uno dei poeti più famosi che ha cantato la primavera
è stato Angiolo Silvio Novaro
(Diano Marina 1866 - Oneglia 1938)
poeta e scrittore delle piccole cose quotidiane.
Sebbene nato a Diano Marina il 12 novembre del 1866,
con la famiglia si trasferì presto
ad Oneglia dove iniziò a lavorare presso la "P. Sasso e Figli",
produttrice del famoso olio Sasso,
di proprietà della madre Paolina Sasso.
La maggior parte delle sue opere furono scritte
a Oneglia nella cosiddetta
“Casa Rossa” e sono principalmente
romanzi e novelle ispirate al verismo
(fu amico personale di G.Verga).
Iniziò la sua carriera di poeta dopo il matrimonio
con Laura Butta nel 1894 e la nascita del figlio Jacopo.
La sua vita cambiò radicalmente dopo la morte del figlio
Jacopo durante la prima guerra mondiale.
Le sue poesie, semplici ed armoniose,
sono state per anni studiate dai bambini
delle classi elementari per la loro orecchiabilità.
Eccone alcune



PRIMAVERA

Primavera vien danzando
vien danzando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Ghirlandette di farfalle,
campanelle di vilucchi,
quali azzurre, quali gialle;
e poi rose, a fasci e a mucchi.
E l'estate vien cantando,
vien cantando alla tua porta:
Sai tu dirmi che ti porta?
Un cestel di bionde pesche
vellutate, appena tocche,
e ciliegie lustre e fresche,
ben divise a mazzi e a ciocche.
Vien l'autunno sospirando,
sospirando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Qualche bacca porporina,
nidi vuoti, rame spoglie,
e tre gocciole di brina,
e un pugnel di foglie morte.
E l'inverno vien tremando,
vien tremando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Un fastell d'aridi ciocchi,
un fringuello irrigidito;
e poi neve neve a fiocchi
e ghiacciuoli grossi un dito.
La tua mamma vien ridendo,
vien ridendo alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Il suo vivo e rosso cuore,
e lo colloca ai tuoi piedi,
con in mezzo ritto un fiore:
Ma tu dormi e non lo vedi!



CHE DICE LA PIOGGERELLINA DI MARZO?

Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?
Passata è l’uggiosa invernata,
passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera,
di fuor dalla nuvola bigia
che in cielo si pigia,
domani uscirà Primavera
guernita di gemme e di gale,
di lucido sole,
di fresche viole,
di primule rosse, di battiti d’ale,
di nidi,
di gridi,
di rondini ed anche
di stelle di mandorlo, bianche...
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?
Ciò canta, ciò dice:
e il cuor che l’ascolta è felice.
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto.



I MESI DELL'ANNO

Gennaio mette ai monti la parrucca,
Febbraio grandi e piccoli imbacucca;
Marzo libera il sol di prigionia,
April di bei color gli orna la via;
Maggio vive tra musiche d'uccelli,
Giugno ama i frutti appesi ai ramoscelli;
Luglio falcia le messi al solleone,
Agosto, avaro, ansando le ripone;
Settembre i dolci grappoli arrubina,
Ottobre di vendemmia empie le tina;
Novembre ammucchia aride foglie in terra,
Dicembre ammazza l'anno, e lo sotterra.



Marzo:
che una ventata asciuga,
e qualche nuvoletta
che il sole mette in fuga.
Minaccia di bufera
e poi, tutto ad un tratto,
riso di primavera.
Oh! marzo, marzo matto







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